Pari Opportunità

PariOpportunità

“COMITATO UNICO DI GARANZIA PER LE PARI OPPORTUNITA’, LA VALORIZZAZIONE DEL BENESSERE DI CHI LAVORA E CONTRO LE DISCRIMINAZIONI.
Con D.D. n° 1010 del 18/10/2011 è stato costituito il CUG nelle persone di:
Dott.ssa Claudia Tarascio- Presidente
Componenti in rappresentanza dell’ente: Dott. Claudio Fortini, Sig.ra Anna Maria Salustri;
Componenti in rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali: Sig. Ciccarella Costantino (CSA), Sig.ra Ortolani Silvia (CGIL), Sig. Tedeschi Italo (UIL).
 
Piano delle Azioni Positive 2012/2014
Con deliberazione del Commissario Prefettizio, adottata con i poteri della Giunta comunale, n. 20 del 24/05/2012, è stato approvato, così come previsto dall’art. 48 del D.Lgs 198/2006, il Piano delle Azioni Positive 2012/2014, finalizzato all’attuazione delle leggi di pari opportunità nel Comune di Ariccia (vds. allegato)

Piano delle Azioni Positive 2015/2017
Con deliberazione della Giunta comunale n. 59 del 04/05/2015, è stato approvato, così come previsto dall’art. 48 del D.Lgs 198/2006, il Piano delle Azioni Positive 2015/2017, finalizzato all’attuazione delle leggi di pari opportunità nel Comune di Ariccia (vds. allegato)

 

Normativa Comunitaria

  • Trattato di Maastricht (1992)   Il Trattato sull'Unione europea ha cambiato la denominazione della "Comunità Economica Europea" in "Comunità europea" ed ha introdotto nuove forme di cooperazione tra i governi degli Stati membri. In particolare, nell'articolo 3 sancisce che "l'azione della Comunità a norma del presente articolo mira ad eliminare le inuguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne". 
  • Trattato di Amsterdam (1997)  Il Trattato di Amsterdam è stato firmato il 2 ottobre 1997 tra i Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri apporta sostanziali modifiche ed integrazioni ai Trattati sui quali si fonda l'Unione Europea.In particolare,allo scopo di assicurare l'effettiva e completa parità tra uomini e donne nella vita lavorativa, il principio della parità di trattamento non impedisce che uno "Stato membro mantenga o adotti misure che prevedano vantaggi specifici diretti a facilitare l'esercizio di un'attività professionale da parte del sesso sottorappresentato ovvero a evitare o compensare svantaggi nelle carriere professionali". 
  • Carta dei Diritti fondamentali dell' Unione Europea (2000)   La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea rappresenta un punto di riferimento per la legislazione europea in materia di diritti. L'articolo 21 vieta ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali. L'articolo 23 stabilisce che la parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non impedisce l'adozione di "misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato". 
  • Libro Verde Uguaglianza e non discriminazione nell'Unione Europea allargato, Commissione delle Comunità Europee, 2004. I principi della parità di trattamento e della non discriminazione sono ritenuti dei capisaldi dei diritti e dei valori fondamentali dell'individuo che sono alla base dell'odierna Unione europea. Nonostante i risultati ottenuti in materia, la Comunità si impegna a perseguire politiche contro la discriminazione e atte a ottenere la parità. 
  • Tabella di marcia della Commissione Europea per la parità tra donne e uomini 2006-2010  La tabella di marcia definisce alcuni settori esistenti e propone settori di intervento interamente nuovi. Complessivamente vengono considerati sei settori prioritari: indipendenza economica uguale per le donne e gli uomini, conciliazione della vita privata e professionale, rappresentanza uguale nell'assunzione di decisioni, eliminazione di ogni forma di violenza basata sul genere, eliminazione degli stereotipi legati al genere e promozione della parità fra le donne e gli uomini nelle politiche esterne e di sviluppo. Infine, un'indipendenza economica uguale per le donne e gli uomini.

 

Normativa Nazionale

  • Costituzione della Repubblica Italiana.    L'Articolo 3 sancisce la pari dignità sociale dei cittadini, eguali davanti alla legge, "...senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. In questo articolo si rintracciano due fondamenti: quello delle uguaglianza formale e quello della uguaglianza sostanziale.   L'Articolo 37 sancisce che la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.  L'Articolo 51 stabilisce che tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. La legge costituzionale n. 1 del 30 maggio 2003 ha aggiunto che "a tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini".  L'Articolo 117, introdotto dalla legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001, stabilisce che le "leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive".
  • Legge 9 Dicembre 1977, n. 903    Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. La  legge vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale.
  • Legge Nazionale 22 Giugno 1990, n. 164  Norme sulla composizione ed i compiti della Commissione di cui al comma 2 dell'articolo 21 della legge 23 agosto 1988, n. 400 . Costituisce la Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna con il compito di promuovere l'uguaglianza tra i sessi rimuovendo ogni discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne ed ogni ostacolo di fatto limitativo della parità in conformità all'articolo 3 della Costituzione. 
  • Legge del 10 Aprile 1991, n. 125   Azioni positive per la realizzazione della parità uomo donna nel lavoro. Le disposizioni contenute nella legge hanno lo scopo di favorire l'occupazione femminile e di realizzare, l'uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro, anche mediante l'adozione di misure, denominate azioni positive per le donne, al fine di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione di pari opportunità.  
  • Legge 25 Febbraio 1992, n. 215 Azioni positive per l'imprenditoria femminile. La legge è diretta a promuovere l'uguaglianza sostanziale e le pari opportunità per uomini e donne nell'attività economica e imprenditoriale
  • Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, 27 Marzo, 1997Azioni volte a promuovere l'attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini. Sollecita una maggiore presenza delle donne nelle sedi decisionali, nell'ambito delle professioni, delle aziende, della pubblica amministrazione, delle istituzioni politiche.
  • Decreto Ministeriale 13 Ottobre 1997 Istituzione dell'osservatorio nazionale per l'imprenditoria femminile ed il lavoro nell'agricoltura. Istituito presso il Ministero per le politiche agricole e forestali, l'Osservatorio ha lo scopo di analizzare le politiche a favore dell'imprenditoria e dell'occupazione femminile in ambito rurale per promuovere, in tal senso, interventi specifici.
  • Decreto del Presidente del consiglio dei Ministri 28 Ottobre 1997, n. 405  Regolamento recante istituzione ed organizzazione del Dipartimento per le pari opportunità nell'ambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Istituisce il "Dipartimento per le pari opportunità", che ha funzioni di indirizzo, proposta e coordinamento delle iniziative normative e amministrative in tutte le materie attinenti alla progettazione e alla attuazione delle politiche di pari opportunità.
  • Legge 8 Marzo 2000, n. 53   Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi nelle città . La presente legge promuove un equilibrio tra tempi di lavoro, di cura, di formazione e di relazione, mediante l'istituzione dei congedi dei genitori, l'istituzione del congedo per la formazione continua, il coordinamento dei tempi di funzionamento delle città e la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale.
  • D. Lgs. 23 Maggio 2000, n . 196   Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive. A livello nazionale, regionale e provinciale sono nominati una consigliera o un consigliere di parita'. Per ogni consigliera o consigliere si provvede altresi' alla nomina di un supplente. Le consigliere ed i consiglieri di parita', effettivi e supplenti, svolgono funzioni di promozione e controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunita' e non discriminazione per donne e uomini nel lavoro. Nell'esercizio delle funzioni loro attribuite, le consigliere ed i consiglieri di parita' sono pubblici ufficiali ed hanno l'obbligo di segnalazione all'autorita' giudiziaria per i reati di cui vengono a conoscenza.
  • D. Lgs. 26 Marzo 2001, n. 151   Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53. Il presente testo unico disciplina i congedi, i riposi, i permessi e la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori connessi alla maternità e paternità di figli naturali, adottivi e in affidamento, nonché il sostegno economico alla maternità e alla paternità.  
  • D. Lgs. 31 Luglio 2003, n. 226   Trasformazione della Commissione nazionale per la parità in Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 13 della legge 6 luglio 2002, n. 137 L'attuale Commissione è organo consultivo e di proposta, presso il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E' presieduta dal Ministro per le Pari Opportunità e ad esso fornisce consulenza e supporto tecnico-scientifico nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche di pari opportunità fra uomo e donna.
  • Legge 8 Aprile 2004, n.90, art. 3  Norme in materia dei membri del Parlamento europeo e altre disposizioni inerenti ad elezioni da svolgersi nell'anno 2004   La legge stabilisce che nell'insieme delle liste circoscrizionali aventi un medesimo contrassegno, nelle prime due elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, successive alla data di entrata in vigore della legge, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati. Per i movimenti e i partiti politici presentatori di liste che non abbiano rispettato tale proporzione l'importo del rimborso per le spese elettorali è ridotto, fino ad un massimo della metà, in misura direttamente proporzionale al numero dei candidati in più rispetto a quello massimo consentito. Sono, comunque, inammissibili le liste circoscrizionali composte da più di un candidato che non prevedono la presenza di candidati di entrambi i sessi. 
  • D. Lgs. 11/04/2006, n. 198  Codice delle pari opportunità tra uomo e donna. Testo unico che raccoglie e riorganizza tutti i provvedimenti e le normative esistenti nella legislazione italiana in materia di parità e pari opportunità. In particolare nel Libro I, Titolo II, Capo V,artt. 21 e 22 (Comitato per l'imprenditoria femminile), e Libro III, Titolo II, Capo I, artt. 52, 53, 54, 55 (Azioni positive per l'imprenditoria femminile)
  • Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 5 " Attuazione della direttiva 2006/54/CE relativa al principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego " Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2010 il Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 5, di attuazione della direttiva 2006/54/CE, relativo al principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego; tale decreto va a modificare il D.lgs. 198/06, meglio conosciuto come Codice delle pari opportunità. Il nuovo testo rafforza il principio della  parità di trattamento e di opportunità fra donne e uomini che, deve essere assicurata in tutti i campi, compresi quelli dell'occupazione, del lavoro e della retribuzione; prevede inoltre sanzioni più severe in caso di violazione ti tali principi.

 

Normativa Regionale

L.R. 03 Febbraio 1976, n. 11
Anziani: Norme per lo sviluppo dei servizi sociali in favore delle persone anziane. Delega di funzioni ai comuni in materia di assistenza agli anziani.

L.R. 22 Aprile 2002, n. 10
Famiglia: Interventi a sostegno della famiglia per l'accesso alle opportunita' educative nella scuola dell'infanzia.

L.R. 16 Aprile 1976, n. 15
Famiglia: Istituzione del servizio di assistenza alla famiglia e di educazione alla maternità e paternità responsabili.

L.R. 07 Dicembre 2001, n. 32
Famiglia: Interventi a sostegno della famiglia

L.R. 25 Novembre 1999, n. 34
Famiglia: Programmazione degli interventi a sostegno dei nuclei familiari.

L.R. 24 Dicembre 2003, n. 42
Famiglia: Interventi a sostegno della famiglia concernenti l'accesso ai servizi educativi e formativi della prima infanzia

L.R. 03 Gennaio 2000, n. 3 (1)
Minori: Asili nido presso strutture di lavoro

L.R. 11 Luglio 2002, n. 18
Minori: Tutela del gioco infantile e disciplina delle ludoteche.

L.R. 28 Ottobre 2002, n. 38
Minori: Istituzione del garante dell'infanzia e dell'adolescenza.

L.R. 22 Gennaio 1977, n. 5
Disabili: Rifinanziamento della legge regionale 19 settembre 1974, n. 62, concernente norme per lo sviluppo dei servizi di prevenzione e riabilitazione per gli handicappati.(1)

L.R. 29 Gennaio 1990, n. 7
Disabili: Modifiche ed integrazioni della legge regionale 16 novembre 1989, n. 66, concernente: "Realizzazione di case-alloggio e strutture finalizzate alla riabilitazione in favore degli handicappati e degli anziani.

L.R. 14 Luglio 2003, n. 19
Disabili: Norme per il diritto al lavoro delle persone disabili.

L.R. 22 Febbraio 1985, n. 21
Disabili: Interventi per garantire l'accessibilita' a mezzi di trasporto pubblico da parte dei disabili.

L.R. 03 Novembre 2003, n. 36
Disabili: Consulta per i problemi della disabilità e dell'handicap.

L.R. 9 Giugno 1975, n. 53
Disabili: Modifiche alla legge regionale 19 settembre 1974, n. 62 riguardante: "Norme per lo sviluppo dei servizi di prevenzione e riabilitazione per gli handicappati".

L.R. 19 Settembre 1974, n. 62
Disabili: Norme per lo sviluppo dei servizi di prevenzione e riabilitazione per gli handicappati.

L.R. 01 Settembre 1999, n. 19
Imprenditoria femminile: Istituzione del prestito d'onore.

L.R. 20 Ottobre 1997, n. 31
Imprenditoria femminile: Modifica della legge regionale n. 51 del 13 dicembre 1996 concernente: "Interventi a sostegno dell'imprenditoria femminile nella Regione Lazio".

L.R. 13 Dicembre 1996, n. 51
Interventi a sostegno dell'imprenditoria femminile nella Regione Lazio (1).

L.R. 15 Novembre 1993, n. 64
Sociale: Norme per l'istituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate nella Regione Lazio. (1)

AllegatoDimensione
regolamento CUG.doc46 KB
DELIB COGM 020 DEL 24-05-2012.pdf747.76 KB
PIANO DI AZIONI POSITIVE 2015-2017.pdf964.69 KB
Pubblicazione Indagine Dipendenti - Comune di Ariccia c.pdf170.13 KB
Indagini-su-personale-dipendente Ariccia - Rilevazione 2014.pdf456.75 KB
det_00171_17-03-2017 Costituzione CUG atto firmato dig.pdf610.98 KB
Verbale n. 1 CUG 16-5-2017.pdf194.61 KB
Verbale n. 2 CUG 14-7-2017.pdf173.26 KB